The inception

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R acconto di un percorso, iniziato qualche anno fa, quando io e la mia famiglia venivamo da diverse esperienze, tutte di insuccesso: mio figlio Sandro, oggi 32 anni,

era passato da un centro diurno ad un altro, dove la sua frequenza era stata generalmente breve, in alcuni casi di 2-3 giorni.

Sandro esplodeva, non reggeva, le attività normalmente svolte in stanze o sale non le reggeva che per mezzora poco più, poi esplodeva e le cose si complicavano, eravamo puntualmente costretti a rinunciare e ritirarlo, a provare altrove in altre strutture omologhe e così è andata per oltre 2 anni.

Abbiamo compreso così che quei luoghi erano inadeguati al suo caso, la miscellanea dei problemi dei diversi utenti che frequentavano quelle strutture generava in lui una risonanza di effetti negativi fino ad accumulargli aggressività e rifiuto di quei luoghi; Sandro cercava relazioni ma questo era difficile perché non vi erano interlocutori, a volte ne trovava qualcuno con cui fidelizzava un certo rapporto, magari una educatrice o un educatore oppure un suo compagno o compagna di sventura con il quale si instaurava un rapporto di empatia ma questo, evidentemente, non bastava, egli viveva la sindrome dell’abbandono in luoghi a lui avversi.

Nel frattanto, Sandro frequentava altri luoghi, di ippoterapia e di nuoto, dove trovava buone opportunità di relazioni con compagni svantaggiati ma soprattutto con persone diverse che frequetavano quei luoghi e le relazioni si sviluppavano sempre più con una sua evidente gratificazione emotiva; non sempre filava tutto liscio ma il bilancio era sempre positivo.

Così, riflettendo, pensai alla masseria di proprietà che poteva essere un luogo da implementare per dare a Sandro e a svantaggiati come lui oppotunità alternative e più idonee a migliorare il benessere psico-fisico, buttai giù delle righe e degli schizzi immaginando come quel luogo potesse divenire uno strumento strategico e venne fuori, dopo diversi ragionamenti in famiglia, il progetto di Masseria Sociale in Alta Murgia.

Pensammo allora di partecipare il progetto ad altre famiglie ma decidemmo di passare ai fatti, portandoci avanti: sviluppammo il progetto e, preliminarmente, lo partecipammo agli enti preposti per l’autorizzazione; incominciammo a colloquiare con il dipartimento di urbanistica del Comune di Altamura, poi con la direzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, poi con l’ufficio di Piano dei servizi socio-assistenziali territoriali e con tante altre persone, addette ai lavori e non, e venne fuori un quadro di fattibilità positivo, incoraggiante e stimolante.

Passammo quindi a formalizzare tutta la documentazione progettuale richiesta e il 14 maggio 2013 attivammo il procedimento SUAP, presso il Comune di Altamura, avente ad oggetto “struttura socio-educativa di comunità alloggio”.

Dopo diverse integrazioni documentali connesse alle istruttorie dei diversi Enti, Il 27 giugno 2014 il SUAP ci comunica il PAU provvedimento autorizzativo unico.

Nel contempo, mentre si gestiva il procedimento SUAP, abbiamo preso parte agli incontri di co-pianificazione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia per comporre il pacchetto delle azioni da implementare, da parte dei privati e del Parco stesso, per sviluppare il turismo sostenibile e per conseguire la conformità alla CETS carta europea per il turismo sostenibile; l’azione proposta dalla masseria Caponio, oggi inserita nel pacchetto e riconosciuta dalla certificazione CETS, è “percorsi lenti” intesa a svolgere escursioni ed itinerari di scoperta e di conoscenza dei valori naturalistici ed antropici della Murgia, impiegando una mobilità lenta, a dorso d’asino, a piedi interagendo in rete con gli operatori presenti sul territorio.

Contestualmente si pensava ad implementare la Masseria Sociale; così, alla comunità alloggio si complementavano attività diverse, “percorsi lenti” e Masseria Sociale, strutturando un sistema di accoglienza e di interazione sociale dove persone con disabilità non grave e persone normali si incontrano e ri relazionano in modo random, con esperienze sempre diverse, un sistema in cui le persone disabili sono sempre al centro come protagonisti non secondari.

by Vitangelo Caponio

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